venerdì 8 giugno 2018

NASA: molecole organiche trovate su Marte

NASA: molecole organiche trovate su Marte - [ad_1]

Aggiornamento 7 giugno:

Sono due le scoperte annunciate in serata (ora italiana) dalla NASA e vengono già considerate tra le più rilevanti per dimostrare che il Pianeta Rosso possa aver ospitato la vita in passato e, forse, accoglierla nuovamente. La ricerca compiuta utilizzando il rover Curiosity ha evidenziato la presenza di molecole organiche e che il metano nell'atmosfera di Marte varia ciclicamente. Non si può parlare di una prova assoluta dell'esistenza della vita, ma di una possibilità che circa 3,5 miliardi e mezzo di anni fa Marte avesse caratteristiche adatte ad ospitarla.

I campioni analizzati sono stati prelevati da Curiosity nel cratere Gale ma, anche se si esclude una contaminazione dei medesimi tale da inficiare i risultati, non è ancora possibile risalire alla fonte delle molecole. Potrebbe essere riconducibili a forme di vita, a cibo di tali forme di vita, o del tutto slegata da esse. La NASA chiarisce infatti:

Le molecole organiche contengono carbonio e idrogeno, e possono includere anche ossigeno, azoto e altri elementi. Mentre comunemente vengono associate alla vita, le molecole organiche possono anche essere create da processi non biologici e non sono necessariamente indicatori di vita.

Thomas Zurbuchen, amministatore associato per la Direzione della missione scientifica presso la NASA ha commentato:

Con queste nuove scoperte, Marte ci sta dicendo di proseguire nel percorso e di continuare a cercare prove di vita. Sono fiducioso che le nostre missioni in corso e quelle programmate daranno accesso a scoperte mozzafiato sul Pianeta Rosso


La seconda scoperta riguarda le variazioni stagionali del metano presente nell'atmosfera del pianeta nel corso di quasi tre anni marziani, pari a circa sei anni terrestri. Nel 2004 la missione Mars Express dell'ESA evidenziò la presenza di metano su Marte, ma aver individuato variazioni stagionali fornisce ulteriori indizi per valutare l'esistenza di una fonte di origine organica. Le certezze però, anche in questo caso, mancano:

La chimica acqua-roccia potrebbe aver prodotto il metano, ma gli scienziati non possono escludere la possibilità di origini biologiche. Il metano è stato precedentemente rilevato nell'atmosfera di Marte in ampi e imprevedibili pennacchi. Il nuovo risultato mostra che bassi livelli di metano all'interno del cratere Gale hanno ciclicamente un picco nei caldi mesi estivi e un calo nell'inverno, ogni anno.

Per la prima volta, sottolineano gli scienziati, si è individuato qualcosa di ripetibile nel metano presente su Marte. La NASA non manca di porsi l'interrogativo comune a molti tramite Michael Meyer, a capo del Mars Exploration Program: Sono questi i segni della vita su Marte? Non lo sappiamo, ma questi risultati ci dicono che siamo sul percorso giusto. Un percorso che porterà alle missioni Mars 2020 della NASA e ExoMars dell'ESA tramite le quali si spera possano essere effettuate ulteriori scoperte di molecole organiche sia sulla superficie, sia nel sottosuolo del Pianeta.

Articolo originale - 6 giugno

La NASA ha fissato un nuovo evento che si terrà in diretta streaming il prossimo 7 giugno. Le notizie che verranno divulgate riguarderanno inedite scoperte scientifiche effettuate su Marte dal rover Curiosity che, recentemente, ha ripreso le trivellazioni sul Pianeta Rosso.

Le ore che ci separano dall'annuncio "tengono sulle spine" tutti gli esperti e gli appassionati del settore, desiderosi di sapere quali novità la NASA ha in serbo per loro. Poche settimane fa, è stata divulgata la notizia ufficiale sul ripristino della piccola trivella implementata in Curiosity che ha permesso al robot di riprendere gli scavi, interrotti verso la fine del 2016.

Durante la conferenza, visibile in diretta streaming tramite la NASA TV, il sito web dell'Agenzia spaziale oppure attraverso il loro canale YouTube Ufficiale, interverranno diversi scienziati di spicco come Paul Mahaffy (direttore della Solar System Exploration Division presso il Goddard Space Flight Center NASA), Jen Eigenbrode, Chris Webster e Ashwin Vasavada.

Tutti loro risponderanno alle domande poste dai media accreditati e dal pubblico (sfruttando i social network e l'ashtag #askNASA) sui risultati attualmente sottoposti ad embargo.



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Sorgente articolo: HDblog.it https://goo.gl/A3kS7j

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