Lofree Poison è uno speaker Bluetooth con radio FM integrata e un telaio che ricorda un po' un tostapane, un po' il cofano di una Buick d'epoca. È stato il protagonista di due campagne di crowdfunding (su Kickstarter e Indiegogo) con un obiettivi raggiunti in pochi giorni e diverse migliaia di dollari messi in cassa. L'azienda (cinese, registrata ad Hong Kong; il nome deriva dalle parole Love e Free) vive di questo: disegna accessori attraenti, mette online dei rendering, una landing page, e poi si affida al finanziamento degli utenti per la produzione vera e propria. Per adesso ha funzionato: ne sono uscite cose oneste, anche nel prezzo.
La tastiera Lofree Dot è stata un pessimo esempio di design (manca di ergonomia e praticità) ma ha dato visibilità al marchio ed è stata aggiornata di recente con l'edizione Four Seasons, modificata proprio nel layout. Altri prodotti in arrivo come Lofree Digit (un numpad meccanico e Bluetooth con display integrato per essere anche una calcolatrice indipendente) e Lofree QTV (una cassa Bluetooth a forma di mini televisione, con un piccolo schermo interattivo) sono già stati finanziati su Indiegogo.
Nel mezzo questa Lofree Poison, uscita nell'estate 2017 e ora disponibile su lofree.de per 90-100 euro (gli utenti finanziatori hanno potuto prenderla per quaranta euro in meno) con spedizione europea e, volendo, acquisto via Amazon.
Al di là del suo aspetto adorabile, mi è piaciuta per come riesce a spingere fuori i bassi da ogni traccia in riproduzione. Quella grossa membrana scoperta che vi faccio vedere al rallentatore nel video, sfrutta la cassa di risonanza interna per gonfiare il suono molto più degli altri altoparlanti portatili a cui sono abituato; e ne ho provati di prodotti validi in questi anni. Parlo di frequenze basse, probabilmente vicine ai 60 Hz dichiarati dal produttore. Anche a volume modesto, Lofree Poison vibra e scalcia, quasi balla sui piedini in gomma; medi e alti escono solo dai due driver frontali (52 mm, 4 Ohm ciascuno), e questo è un po' il limite di un design vecchio stile, non spaziale, del tutto diverso da prodotti come Apple HomePod e Google Home.
Ammetto di non essere riuscito a registrare l'impronta riuscita in modo fedele; un po' dipende dalla compressione Bluetooth, ma dal vivo è più aperta, più squillante, di quanto potete sentire nella videorecensione. Resta comunque poco adatta alla musica rock, soprattutto quando si ascolta senza la "pulizia" del cavo (e, credo, questo succeda nel 99% dei casi) proprio perché pastosa con tutti quei bassi gonfi; una chitarra davvero distorta la fa vibrare troppo.
Non ho avuto problemi di connettività wireless, anche oltre i 10 metri dichiarati dal produttore. Né ho mai perso il segnale durante una riproduzione prolungata; l'ho collegata alla mia TV per migliorare la resa dei parlati (ve ne ho... parlato in questo video) e non mi ha dato una noia.
Specifiche tecniche Lofree Poison EP203
- Altoparlanti frontali: 2x 52 mm / Potenza: 2x 10 W
- Impedenza: 4 Ohm / Risposta in frequenza: 60Hz – 20kHz
- Connettività: Bluetooth 4.2 / Line-In jack 3.5 mm
- Frequenze Radio FM: 88 – 108 MHz
- Dimensioni: 180 x 105 x 70 mm / Peso: 550 grammi
- Batteria 2000 mAh / Ricarica microUSB / Autonomia circa 6 ore
Al contrario, la radio FM ha una ricezione solo sufficiente; l'antenna è integrata in qualche lato del telaio tanto che, di fatto, si riescono ad agganciare solo le stazioni più forti. Lofree Poison ha la ricerca automatica, la ricerca continua e la ricerca manuale (molto carina la scala delle frequenze illuminata); i quattro tasti hanno funzioni di controllo multimediale, il volume e il cambio di modalità. La voce femminile che annuncia i vari stadi, è quella che avete probabilmente già sentito su altri prodotti; qui ha volumi diversi a seconda di quel che deve dire, ma è un dettaglio. Simpatico il LED rosso/verde/blu a ricordare la valvola delle vecchie radio, utile per capire quando il dispositivo - ad esempio - è in modalità pairing.
L'autonomia mi dà da pensare. Credo riesca a garantire le sei ore di riproduzione dichiarate dall'azienda (dipende tanto dal volume) ma forse è poco per una batteria così grande e per un oggetto che, alla fine, pesa mezzo chilo. La sua forma cicciotta entra bene in borsa ma la cinghia/laccio inclusa nella confezione ha soprattutto fini estetici; avrei preferito una custodia protettiva, magari, così da buttarla nello zaino assieme ad altri oggetti senza pensarci troppo.
Considerazioni finali
Lofree Poison è consigliato perché arreda e si fa notare; rientra in quella categoria di prodotti (e lo era anche la tastiera Dot) che portano ad una conversazione, che facilitano il chiacchiericcio, che rompono il ghiaccio, perché a chiunque la veda viene naturale commentare il suo design, domandarsi se è davvero una radio e da lì schiacciare qualche tasto. Se poi li fate anche sentire come suona, ecco che vi chiederanno dove l'avete comprata. Perché l'avranno già immaginata sulla mensola in legno dello studio, sul mobile laccato porta TV, sul tavolo della cucina arredata anni 50.
Lofree Poison è disponibile in diverse colorazioni; consiglio quella verde oliva, soprattutto se avete una Fiat 500 di ultima generazione in pendant. La Mini no, stona: ha proporzioni costruttive diverse. Scherzi a parte, è un'ottima idea regalo; tenetela in considerazione se volete fare bella figura. Altri dettagli sul sito Lofree Europe.
Lofree Poison: pro e contro
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