Sfatiamo questo mito: il modding non è morto e forse non è mai stato così vivo. Oggi vi voglio mostrare come ho installato su alcuni smartphone il sistema Operativo Android 9 Pie.
Ve ne parlo perché questa volta non si tratta di una semplice Custom Rom cucinata appositamente per un particolare dispositivo, ma di una Generic System Image: un unico file installabile su tanti dispositivi.
La GSI che ho utilizzato è un’evoluzione della famosa ROM Pixel Experience e l’ho provata su 3 particolari dispositivi: lo Xiaomi Mi A2, Mi A2 Lite e Xiaomi Pocophone F1.
Xiaomi Mi A2 Lite
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Xiaomi Mi A2
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Cosa una ROM e una Custom ROM?
Prima di tutto però dobbiamo partire dalle basi. Il significato che noi “esperti” attualmente attribuiamo al termine ROM è improprio e nato solo a partire dal decennio 2010. Infatti nel mondo dei dispositivi mobile spesso ci si riferisce al sistema operativo installato sullo smartphone o tablet.
Nel mentre che si dava nuovo significato a questo termine si sono create due differenti ROM:
- La stock rom è quella preinstallata dal produttore su ogni device quando viene acquistato o aggiornato ufficialmente
- La custom è una rom modificata da programmatori di terze parti indipendenti, alla quale aggiungono o eliminano funzionalità in base ai propri gusti. Spesso è una versione più personalizzabile e fluida.
In realtà se proprio volessimo essere pignoli le custom si suddividono nuovamente: quelle create a partire dalla stock e quelle create basandosi sul codice sorgente rilasciato da Google. Per non creare troppa confusione le chiameremo solo Custom ROM.
Per poter installare una Custom ROM su uno smartphone questa doveva essere creata e modificata appositamente per le sue specifiche. Ma nel corso dell’ultimo anno e mezzo è però emersa una nuova funzione proveniente direttamente da Google, che ha ampliato ulteriormente le possibilità nell’ambito del modding: Project Treble.
Cos Treble?
Detta in parole povere: Treble è ciò che ha permesso a Google di evitare l’eccessiva frammentazione che per anni ha dominato il mondo Android.
Prima dell’avvento di Treble con Android Oreo 8.0 i produttori OEM (Samsung, Huawei and Co.) dovevano integrare nel sistema operativo dei propri smartphone il codice proprietario del Vendor. Per semplificare il tutto e generalizzare, gli OEM dovevano integrare i “driver” e i codici per accedere al SoC e periferiche, ad ogni release del sistema operativo.
Project treble interviene rendendo il codice di Android modulare, separando così la parte di “Driver” dalle implementazioni e personalizzazioni proprietarie dal produttore dello smartphone, ponendole a un livello superiore.
Questo permette di avere degli aggiornamenti più veloci, ma ciò che interessa a noi è il fatto che ci permette di installare una Generic System Image su qualsiasi smartphone che supporti Treble.
Vi consiglio la lettura di questo articolo su Project Treble, molto ben approfondito e completo.
Cosa una GSI?
Una Generic System Image la possiamo considerare come un sistema operativo che funziona e si può installare indipendentemente dall’hardware del dispositivo: una sorta di Custom ROM universale.
Detta così non è proprio giusta come definizione perché vi sono delle limitazioni, infatti una GSI deve essere specifica per l’architettura del SoC presente sullo smartphone. Avremo quindi GSI che si suddividono in versioni dedicate a SoC con architettura ARM e altre a SoC con ARM64.
Un ulteriore differenziazione viene fatta dal tipo di partizionamento dello smartphone. Vi sono infatti versioni GSI per smartphone con un unico “Slot A” e versioni per “Slot AB”.
Come si installa?
Per installare una GSI sul nostro smartphone dovremmo verificare che alcune condizioni siano rispettate e scegliere la versione adatta alle nostre caratteristiche.
Per farlo basterà scaricare l’app “Treble Check”. Sul nostro Xiaomi Pocophone F1 una volta avviata l’applicazione ci restituisce queste informazioni:
possiamo quindi vedere che Project Treble è attivo e gli “aggiornamenti silenziosi” non sono supportati ma è presente un solo slot di partizione A.
Sapendo anche che utilizza un SoC Snapdragon Qualcomm 845 a 64 bit, dovremo scaricare una GSI Only Slot A – ARM64.
Per scegliere una GSI da installare vi consiglio di consultare questa lista: http://bit.ly/2D0IvMX
Io comunque ho utilizzato la Pixel Experience Android P: http://bit.ly/2D2D1RM
Per procedere all’installazione dovremo avere installati i driver di adb sul pc (http://bit.ly/2xiKGWH) e avere il bootloader sbloccato. Ovviamente ogni smartphone avrà bisogno della sua procedura specifica e fornire ora un guida per tutti i dispositivi sarebbe impossibile.
Però una volta effettuata questa operazione iniziale, i passi da eseguire saranno i medesimi per ogni smartphone.
- Scelta la GSI estraetela nella cartella di adb
- La prima fase da eseguire sullo smartphone comporterà l’eliminazione di ogni file. Infatti dovremo ripristinare dalle impostazioni tutti i dati di fabbrica
- Una volta che il device è stato resettato, riavviate in bootloader/fastboot usando la combinazione specifica per il vostro smartphone
- Con il device connesso al pc aprite il prompt dei comandi o il terminale windows dalla cartella adb: tenendo premuto il tasto shift e cliccando il tasto destro, selezionare “Apri finestra PowerShell” o “Apri finestra Prompt Comandi”
- Inserite il comando: fastboot erase system
- Inserite il comando seguendo il formato: fastboot flash system nome_system.img
- L’operazione di flash richiederà qualche minuto, attendete
- Una volta completato riavviate il device con il commando: fastboot reboot
Come funziona Android Pie 9.0 su Pocophone, Mi A2 e Mi A2 Lite?
Prima di procedere e addentrarmi in questa avventura delle GSI ero un po’ scettico. Provengo da anni di modding dove se per sbaglio installavi una Custom Rom su un device sbagliato come minimo crashava tutto e nella peggiore delle ipotesi brickavi il telefono e avevi uno smartphone con la sola funzione di ferma-carte.
Avere la possibilità di utilizzare un unico file per moddare tanti e diversi smartphone mi sembrava fantascienza. Dopo aver recensito il Mi A2 Lite ho detto: perché no? Perché non provarci? Alla fine sembrava tutto avere senso.
Con bootloader già sbloccato per usare le gcam, qualche riga in fastboot e avevo uno smartphone con Android Pie 9.0 non ancora supportato ufficialmente ma perfettamente funzionante.
Su tutti e tre gli smartphone funzionavano bene le periferiche hardware: microfono, speaker, fotocamere, led di notifica, sensore d’impronte digitali e così via.
Il Pocophone è però il device che più mi ha soddisfatto con Android 9.0. Il fatto che con la Miui non avessi la possibilità di vedere le icone delle notifiche mi ha sempre fatto storcere un po’ il naso. Qui finalmente ci sono: semplici e funzionanti come su qualsiasi Android Stock.
Tutte le funzioni di Android 9.0 sono presenti:
- il nuovo sistema di navigazione tramite gestures
- il Digital Wellbeing con l’analisi d’uso delle app e il limite di tempo
- il nuovo multi-tasking
- i suggerimenti del launcher
- la gestione batteria intelligente
Cosa non funziona?
Ovviamente non è mai tutto oro quello che luccica. Gli smartphone funzionano perfettamente per la maggior parte delle funzioni, ma non sono esenti da bug.
Attualmente il supporto degli angoli arrotondati non è integrato all’interno del codice AOSP Android, quindi sul Mi A2 Lite e sul Pocophone, dove sono particolarmente marcati, la percentuale della batteria e l’orario più esterni verranno leggermente tagliati dall’angolo.
Il secondo bug presente su quasi tutte le GSI 9.0 è l’impossibilità di usare l’hotspot. Non si è ancora scoperta la motivazione ma la maggior parte delle GSI Pie soffrono di questo problema.
Ha senso questa mod?
Come tutte le modifiche sugli smartphone: dipende dalle esigenze. Posso dirvi però che per le mie esigenze uno smartphone con una GSI del genere è tranquillamente utilizzabile come daily phone.
Ho usato per oltre una settimana lo Xiaomi Pocophone con Android 9.0 ed è andato benissimo. Tutte le accelerazioni hardware sono supportate e vedere lo Snapdragon 845 spingere su un’esperienza Android Stock è molto piacevole.
Il device è rimasto sempre fluido, performante e non ho mai riscontrato un crash di un app o instabilità del sistema operativo. Un plauso particolare va sicuramente allo sviluppatore che si dedica al supporto di questa GSI, ma anche a Google che ha permesso (involontariamente) uno scenario del genere.
Conclusioni, Filosofia e Futuro
Project Treble ha sicuramente semplificato la vita agli OEM, migliorato il supporto degli utenti con gli aggiornamenti, ma allo stesso tempo aperto le porte a nuovi scenari nel mondo del modding. La sezione forum Treble su XDA è una delle più attive degli ultimi tempi e sta riportando un po’ di attenzione in questo mondo.
Grazie al supporto di Treble obbligatorio su tutti gli smartphone usciti con Android Oreo, sicuramente in futuro vedremo molto più sviluppo in questa direzione.
Io sono dell’idea che gran parte della soddisfazione e della gioia di una mod la si ha mentre si esegue il tutto. Mentre si sblocca bootloader, si scrivono quelle due righe, si spinge dentro il proprio smartphone quel particolare software ricercato per i forum e finalmente si riesce a vedere lo smartphone avviarsi.
Sicuramente per molti queste sembreranno solo pippe mentali o un semplice esercizio di stile fine a se stesso, ma io la vedo solo come un modo differente di vivere i prodotti tecnologi e la tecnologia in sé.
Metterci mano e vedere un proprio device funzionare con un sistema operativo così particolare è soddisfazione molto più grande e neanche lontanamente paragonabile alla gioia dell’utilizzo per la prima volta di un nuovo smartphone. È come se lo avessimo costruito noi: una nostra creazione.
Il device è nostro, ci facciamo e installiamo ciò che preferiamo!
VIDEO
(aggiornamento del 20 settembre 2018, ore 00:56)
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Sorgente articolo: HDblog.it https://goo.gl/LnuFiV
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