L'Unione Europea ritiene che, a distanza di sei mesi, Facebook non abbia ancora modificato adeguatamente i propri termini d'uso alle normative europee di tutela dei consumatori, e sta diventando impaziente. La responsabile dell'inchiesta, il commissario di giustizia europea Vera Jourova, ha tenuto una conferenza stampa a riguardo questa mattina, dicendo che Facebook ha tempo fino alla fine dell'anno per adeguarsi. Jourova ha detto che inviterà tutti gli organi di tutela dei consumatori dei 28 stati UE a procedere con sanzioni in caso le richieste non siano rispettate.
Facebook non fu l'unica azienda richiamata ai tempi: figurava anche Airbnb, che ha apportato modifiche soddisfacenti - in particolare: indicare se una struttura è offerta da professionisti o privati, indicare in modo più chiaro i prezzi finali per il consumatore (costi di pulizia e tasse locali), e offrire condizioni più eque. Tutte queste modifiche saranno attive entro fine anno e in tutte le lingue europee.
All'epoca, anche Facebook disse che avrebbe migliorato la propria trasparenza entro la fine dell'anno. I punti più critici, secondo Jourova, riguardano le responsabilità legali della società, la chiarezza delle comunicazioni all'utente su rimozione dei contenuti e terminazioni dei contratti, e il rendere più esplicito che spesso i loro dati vengono venduti a terze parti.
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